Odontoiatria pediatrica: cosa dobbiamo sapere per la salute dei nostri bambini.

Nei precedenti articoli abbiamo spesso riservato un piccolo spazio all’igiene orale dei bambini. Questa volta ci concentriamo esclusivamente su di loro.

Prima di tutto è bene sapere che un professionista della odontoiatria pediatrica ha conseguito una formazione che lo rende capace di instaurare una relazione empatica. È una competenza indispensabile affinché il bambino possa sentirsi sicuro e superare le proprie paure. Ciò non esclude l’importanza della presenza dei genitori, soprattutto durante le prime visite.

LA PRIMA VISITA

L’età più indicata per la prima visita odontoiatrica dei nostri bambini è 3 anni, quando tutti i denti da latte sono presenti. È un momento delicato sotto l’aspetto psicologico: il rapporto di fiducia che il medico deve riuscire a instaurare è determinante per le visite successive affinché si crei un clima di fiducia, non solo con il bambino, ma anche con i genitori.

Dal punto di vista medico, la prima visita è fondamentale per educare il bambino a una corretta igiene orale così da poter prevenire il verificarsi di patologie più difficili da correggere durante le successive fasi di crescita.

Inoltre, una visita precoce, permette di correggere anomalie di sviluppo dei denti e delle ossa mascellari, rendendo possibile scongiurare il rischio di malocclusioni e modificare in tempo eventuali cattive abitudini

DAI 4 AI 10 ANNI: L’INFANZIA

Il sesto anno è importante poiché è all’incirca a questa età che il bambino “mette” il primo dente definitivo. È un evento cruciale per la sua salute dopo il quale sarà necessaria una maggiore cura dell’igiene orale. Pertanto è necessario che il dentista e i genitori facciano comprendere al bambino quanto le sane abitudini siano utili a prevenire il proliferarsi dei batteri.

labocca_studio_loglisci_gattullo

Questa terapia non interviene direttamente sui denti, ma sulle basi dove essi alloggiano ovvero mascella e mandibola. È definita “terapia multisciplinare” in quanto interviene su problematiche di natura non solo odontoiatrica e prevede la collaborazione con altri professionisti tra i quali il logopedista e l’osteopata.

L’impiego congiunto di più tecniche consente in breve tempo di correggere le “abitudini viziate” del bambino, aiutandolo a sviluppare una deglutizione e una respirazione nasale corrette.
Con la terapia ortodontica intercettiva è possibile correggere precocemente malocclusioni di seconda classe o di terza classe cosi come anche il morso inverso e le “abitudini viziate” più diffuse tra i piccoli che riguardano respirazione, masticazione e deglutizione.

DAGLI 11 AI 16 ANNI: L’ADOLESCENZA

A questa età il bambino affronta una fase di crescita davvero delicata, tanto dal punto di vista medico quanto da quello psicologico, cosa che un professionista dell’odontoiatria pediatrica sa molto bene.  In questa fase spesso si iniziano i trattamenti ortodontici. Più o meno a 12 anni compare il secondo molare definitivo ed è il momento in cui è importante valutare attentamente se necessario o no l’intervento dell’ortodontista. Questo costituisce spesso un problema perché può impattare temporaneamente sull’aspetto estetico e pertanto generare attrito tra genitori e figlio (d’altronde l’adolescenza è comunemente riconosciuta come una “fase turbolenta”).

Oggi però, grazie ai continui sviluppi tecnologici e scientifici, l’odontoiatria pediatrica offre soluzioni più funzionali rispetto al passato. I trattamenti ortodontici odierni infatti, riescono ad essere meno dolorosi e vistosi senza perdere di efficacia. Risolvere un problema di salute dentale, in questa fase di grande cambiamento, è fondamentale perché può consentire al bambino di vivere la vita da adulto con qualche pensiero in meno.

FLUOROPROFILASSI E SIGILLATURA DEI SOLCHI

Dall’infanzia fino all’età adulta è importante preservare e rafforzare i nostri denti mediante la FLUOROPROFILASSI: un metodo che consiste nell’applicazione di un gel ad alta concentrazione di fluoro direttamente sui denti, attraverso l’impiego di apposite apparecchiature. Successivamente il gel rimane a lungo in bocca potendo così esercitare la sua azione benefica direttamente e indirettamente sulla forma, lo sviluppo e la resistenza dei denti. Nello specifico è in grado di ridurre l’attività dei batteri e di rafforzare la struttura dello smalto rendendolo più resistente all’azione corrosiva di molte sostanze.

Sembra inoltre che la presenza di fluoro nella saliva e nelle secrezioni locali favorisca la remineralizzazione dello smalto nella fase iniziale della carie, agendo come una sorta di meccanismo riparativo costante.

Un altro metodo molto efficace – da considerarsi aggiuntivo e non alternativo alla Fluoroprofilassi – consiste nella SIGILLATURA DEI SOLCHI. Si tratta di una procedura che prevede il riempimento preventivo di solchi e fossette poste sulle superfici occlusali dei denti con un materiale resinoso.
Solitamente va effettuata non molto tempo dopo la comparsa dei denti così da impedire la colonizzazione batterica ed il conseguente sviluppo di carie.

L’efficacia di questo metodo ha origine dall’osservazione che più del 50% delle lesioni cariose nasce dalla superficie masticante dei denti. Questo perché la superficie dei denti posteriori è un insieme di cuspidi e solchi che ne rende particolarmente difficile la pulizia con lo spazzolino, lasciando così spazio a una eccessiva formazione di placca in grado nel tempo di distruggere lo smalto.

sigillatura_solchi_studio_loglisci_gattullo

Oggi grazie ai nuovi materiali è possibile, dopo aver ripulito bene i denti, riempire il fondo dei solchi con della resina fluida, che oltre ad occupare fisicamente lo spazio dove potrebbe andare ad annidarsi la placca, rilascia lentamente fluoro. In questo modo i denti saranno protetti a lungo, la pulizia sarà più agevole e il rischio di carie verrà significativamente ridotto.

Hai bisogno di ulteriori informazioni?